Visualizzazione post con etichetta consulente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta consulente. Mostra tutti i post

martedì 4 settembre 2012

Il consulente torna dalle ferie


Le vacanze sono finite. E il consulente torna in ufficio. Pallido come un defunto scappato poche ore dopo la tumulazione. Quindi entra. Fa un passo a destra. Alza la testa. Quasi piagnucola. Gli sembra che il cast di Grey's Anatomy abbia preso il possesso dell'ufficio. Infatti, dopo le vacanze, i suoi colleghi sono tutti bellissimi.  Hanno rimodellato i punti critici, hanno i capelli rivitalizzati, hanno la felicità a portata di mano e sorridono. Lui invece è di un bianco accecante, ha le occhiaie turchesi come gli albini e le orbite oculari come il mostro di Dusseldorf. Fin da subito la sua disperazione diventa sempre più forte. Avverte lentamente l'assotigliarsi del suo già ridottissimo equilibrio psico-fisico conquistato in anni di yoga, zumba e tisane al finocchio per donne in gravidanza. E mentre si accartoccia su se stesso davanti all'incredulità dei suoi colleghi, il suo viso si rabbuia. Non è più un uomo, ma un giaciglio di dolore. Se vi stavate chiedendo dove fosse finito l’aereo del Pentagono, ebbene,  ce l'ha lui, gli si è schiantato dentro. Ed ora, mentre si domanda se nel mondo qualcuno sarà ancora capace di amarlo, i suoi colleghi  nell'ufficio accanto ballano Toda goia toda beleza facendogli i gesti con la mano.

sabato 14 luglio 2012

Il consulente va nell'ufficio con mutuo a tasso variabile di Pavia

colleghi fancazzisti che tacciano chiunque di fancazzismo

Il consulente, capita, non si sente abbastanza amato dai colleghi. Allora, per difendersi dall’emarginazione sociale di cui si sente vittima, crea un mondo fantastico dove immagina cose inverosimili lontane dalla realtà tipo avere una casa ordinata, la pancia piatta, i capelli. Poi, la tragedia di non avere la casa ordinata, la pancia piatta, i capelli lo riporta bruscamente alla realtà. E, come tutti i consulenti, si mette davanti al computer fingendo di lavorare, battendo le letterine sul computer che vuol dire tutto e non vuol dire niente. Spesso scrive ai suoi amici per elaborare il lutto  della proria squadra retrocessa in Lega Pro, o per organizzare una sbronza mastodontica che gli deformerà la faccia che manco un’operazione maxillo-facciale, o per pianificare la costruzione di un ponte levatoio rotante di importanza strategica per fuggire dall’ufficio all’occorenza. E queste cose le scrive mentre i suoi colleghi invidiosi dall’altra parte della scrivania si preparano a distruggerlo non tanto come consulente, ma come uomo, e a tacciarlo di fancazzismo mentre loro a piedi nudi sotto la scrivania giocano con gli alluci smaltati di rosso a fruit ninja.